Il mistero dei teschi di cristallo

I teschi di cristallo

Recensione:

Gli autori in questo libro descrivono una bellissima avventura che s’intreccia tra il presente e il passato, dove il sogno di un archeologo di trovare le risposte a tante domande sul mistero dei teschi di cristallo sembra realizzarsi. E’ un romanzo per chi ama l’avventura e la storia dei maya, degli egizi, degli aztechi e degli indiani d’America. E’ scritto molto bene, l’America è esaminata e descritta sotto molteplici aspetti sia moderni sia antichi, alcuni reali altri fantastici.
E’ un romanzo molto affascinante, che coinvolgerà chiunque, anche i più scettici.

Racconto:

Un caso piuttosto noto di archeologia “misteriosa” è quello dei teschi di cristallo. Si tratta di sculture di cristallo che raffigurano teschi umani. Alcuni sono posseduti da musei, come quello acquistato dal British Museum nel 1897 o quello donato nel 1992 alla Smithsonian Institution, altri da privati come quello appartenuto a Frederick Mitchell-Hedges e poi a sua figlia Anna, quello dei coniugi Parks, chiamato “Max”, e quello di Nick Nocerino, chiamato “Sha Na Ra”.
Secondo l’antica tradizione, verrà un giorno in cui i 13 teschi di cristallo saranno ritrovati e riuniti affinché la loro sapienza sia portata a conoscenza di tutti. Quando Chris Morton e Ceri Louise Thomas ascoltano questa leggenda nella profonda foresta dell’America Centrale la prendono per un’affascinante storia di folclore locale; ma poi vengono informati che nel 1926 Anna Mitchell-Hedges, figlia di un archeologo inglese sulle tracce di una città sepolta, ne scoprì uno. Tanto basta per far scattare in loro la voglia di saperne di più. Appurato che la Mitchell-Hedges è ancora viva, Morton e Thomas decidono di contattarla per chiederle di mostragli il teschio. Ne restano quasi ipnotizzati  e a quel punto il desiderio di accertare la verità e di completare il puzzle con i pezzi mancanti diventa irresistibile. Con il rigore di un’indagine poliziesca, vanno a caccia di indizi e incontrano scienziati, archeologi, antropologi ma anche medium, cacciatori di UFO, sciamani, in una ricerca che li porta a visitare diversi musei e luoghi.
Come due moderni e impavidi Indiana Jones, ascoltano tutte le leggende che circondano i teschi di cristallo e le diverse teorie sulla loro provenienza, studiano le antiche civiltà che ne riportano l’esistenza, dai maya agli egizi, dagli aztechi agli indiani d’America. Morton e Thomas iniziano a porsi diversi quesiti come “ Saranno dei sofisticatissimi computer che sfruttavano già all’epoca le proprietà del cristallo per contenere e trasmettere informazioni?” ancora, “Provengono da Atlantide o sono stati portati dai nostri progenitori extraterrestri? e infine: “Quali sconcertanti verità nascondono? E come possono essere stati ricavati da un unico blocco di cristallo di quarzo in un epoca in cui non esistevano macchinari?
Gli autori si lanciano pure in richiami alla fisica quantistica che dovrebbero dimostrare una presunta convergenza con presunte antiche conoscenze, ma che dimostrano piuttosto una scarsa conoscenza della fisica quantistica. Comunque, anche senza prendere in considerazione queste stravaganti storie e le varie storie sul potere curativo dei teschi e in genere dei cristalli, limitandosi a considerare l’origine precolombiana dei teschi e dei presunti miti ad essi legati, restano comunque tanti quesiti irrisolti.

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